24/01/11

8° Festival Internazionale Audiovisivo della Biodiversità

8° Festival internazionale della Biodiversità

Sono aperte le iscrizioni all'8° Festival Internazionale Audiovisivo della Biodiversità.

Si accettano lungometraggi, corti e animazioni che trattano il tema dell’agrobiodiversità, conservazione degli
ecosistemi, agricoltura sostenibile, sovranità alimentare, diritti dei contadini, diritti e lotte dei popoli indigeni.

Sezioni speciali saranno dedicate ai popoli indigeni e ai video relativi all’Italia.
Le opere dovranno essere spedite nel formato DVD entro il 15 febbraio 2011.

Il Festival è organizzato dal Centro Internazionale Crocevia,
dalla Mediateca delle Terre e ACRA
in collaborazione con Equorete e l'associazione TERRRE

costo d'iscrizione: gratis
scadenza del bando: 10/02/2011
mese dell'evento: maggio 2011

premi: 
da definire

modalità d'iscrizione:
Inviare l'opera insieme alla scheda di partecipazione compilata in maniera leggibile in tutte le sue parti e con il consenso al trattamento dei dati personali.

Iscrivi il tuo film su http://www.mediatecadelleterre.it/festival-della-biodiversita/iscrizione-entry-form

link da cui scaricare la documentazione per l'iscrizione:
» http://www.mediatecadelleterre.it/festival-della-biodiversita

29/12/10

Lamborghini per la Biodiversità

Lamborghini per la Biodiversità - Progetto di ricerca Foresta di Querce
Lunedì 27/12/2010 a Sant’Agata Bolognese, il presidente e a.d. di Automobili Lamborghini, Stephan Winkelmann, ha dato avvio al progetto “Lamborghini per la biodiversità - Progetto di ricerca Foresta di Querce”, studio sperimentale sulla biodiversità realizzato in collaborazione con il Comune di Sant’Agata Bolognese e le Università di Bologna, Bolzano e Monaco. L’avvio dell’iniziativa è avvenuto alla presenza del sindaco di Sant’Agata Bolognese, Daniela Occhiali, dell’Assessore all’Ambiente, Fabiana Ferioli, e i professori Giustino Tonon, Alberto Minelli, Piero Nauselli, Leonhard Steinacker e Stefan Seifert, rappresentanti delle Università partner.

Il progetto prevede la messa a dimora di oltre 10.000 giovani piante di quercia (Quercus robur) in un’area di circa 7 ettari (70.000 m2) nel  comune di Sant’Agata Bolognese (Bologna) in Via San Benedetto, quale studio sperimentale volto all’analisi delle relazioni tra piante, loro densità, clima e CO2. L’avvio dell’iniziativa è avvenuto con la piantumazione della prima quercia da parte del presidente e a.d. di Lamborghini, nel campo situato a Sant’Agata Bolognese.

IL PROGETTO
Il progetto si basa sull’adozione di uno schema di impianto originale: la porzione più significativa dell’area sarà piantumata secondo due grandi cerchi di oltre 100 metri di diametro, ciascuno costituito da 14 anelli concentrici di raggio crescente a partire dal centro di ciascun cerchio. In questo modo le singole piante avranno uno spazio di crescita variabile da 0.1 a 200 mq in modo da riprodurre situazioni di densità su una porzione di terreno relativamente modesta, se paragonata a quella di una foresta.
Il progetto si affianca a quello avviato da Audi a fine 2009 nella Foresta di Koeshing vicino a Ingolstadt e verrà ripetuto in altri Paesi europei, nelle località degli stabilimenti produttivi Audi. L’iniziativa assumerà presto una valenza mondiale, essendo in previsione la sua estensione anche a siti extra-europei, dove hanno sede altri stabilimenti del Gruppo Volkswagen.

LA QUERCIA
La quercia è stata selezionata tra varie specie di piante per rendere paragonabile l’impianto sito in Sant’Agata Bolognese con quelli analoghi sparsi in Europa e costituiti dalla sola quercia.
La dimensione internazionale del progetto consentirà di riprodurre situazioni molto eterogenee dal punto di vista climatico. Il monitoraggio di questo impianto negli anni e nei decenni futuri permetterà di comprendere meglio le relazioni tra densità, produttività forestale, capacità di catturare CO2 e di mantenere la biodiversità in funzione del clima.
Il progetto avrà, inoltre, un favorevole impatto sul territorio, in quanto la piantagione di querce assorbirà nel corso del ciclo vitale delle piante una quantità di CO2 pari a circa 6000 tonnellate.
L’iniziativa prevede la realizzazione di progetti paralleli da realizzarsi in collaborazione con il Comune e l’Università. Entro la primavera 2011 è prevista l’integrazione dell’area boschiva con un percorso salute lungo oltre 1 chilometro, un percorso didattico pensato in particolare per le scuole, al fine di avvicinare i più giovani alle tematiche ambientali, un orto botanico di specie arboree autoctone, un laghetto, una piattaforma sopraelevata e  una sala polifunzionale.

"Il progetto si inserisce in una serie di programmi avviati da Lamborghini in tema di sostenibilità ambientale - ha dichiarato Stephan Winkelmann - Abbiamo inaugurato agli inizi di quest’anno un grande impianto fotovoltaico  che ha consentito di abbattere il 30% delle emissioni di CO2 dello stabilimento. Continueremo su questa strada, infatti stiamo portando avanti azioni che porteranno, entro il 2013, a una riduzione addirittura del 50% delle emissioni di CO2 dello stabilimento. Questo impegno sul territorio va  naturalmente di pari passo con lo sviluppo del prodotto, per il quale confermiamo l’obiettivo di riduzione del 35% di emissioni entro il 2015".

Il progetto è anche un’occasione di rinnovo dei proficui rapporti di collaborazione tra Lamborghini e il Comune di Sant’Agata Bolognese, dove ha sede l’azienda. Il bosco di querce che verrà realizzato non solo fungerà da studio sperimentale, ma diventerà anche un importante punto di riferimento paesaggistico, ambientale e didattico per tutto il territorio della zona.


Fonte: automotonews

10/11/10

Disastro ambientale BP: perdita di biodiversità.

Disastro BP: minaccia alla biodiversità.
Ai costi del disastro ecologico della Deepwater Horizone nel Golfo del Messico si aggiungono altri 7,7 miliardi di dollari, che ora hanno toccato quota 40. La fonte è la stessa British Petroleum che ha comunicato i risultati finanziari per il terzo trimestre dell'anno. Secondo la compagnia petrolifera la "bolletta" è lievitata a causa dei ritardi nei tentativi di tappare la falla e dei costi elevati delle operazioni di pulizia, insieme alle spese legali.

Il buco finanziario della Bp fatto registrare a fine luglio era di 17 miliardi di dollari per il secondo trimestre del 2010 e ora è ulteriormente cresciuto nonostante l'ottimismo del nuovo amministratore delegato di Bp, Bob Dudley, che ha dichiarato che la società è sulla strada della ripresa dal disastro.

Fino ad oggi Bp ha pagato 11,6 miliardi di dollari di spese complessive dopo l'incidente, ma deve ancora fare fronte al pagamento di ripuliture, richieste di risarcimento e una probabile multa da parte del governo Usa. Il costo finale del mega disastro ambientale salirà ancora e al di là della ripulitura non è calcolata la vera perdita ambientale in termini di ecosistemi e biodiversità.

A tal riguardo sono stati resi noti i risultati (poco confortanti) di una spedizione scientifica della nave oceanografica Ronald H. Brown che ha indagato i fondali vicino al pozzo. La marea nera è stata una autentica catastrofe per i coralli di quell'area: «I coralli giganti nelle vicinanze del pozzo sono coperti da una sostanza nera - ha dichiarato Timothy Shank della Woods hole oceanographic institution - e o sono morti o stanno morendo. In qualche caso sono rimasti soltanto scheletri. Quello che abbiamo trovato è il frutto dell'esposizione al petrolio, ai disperdenti chimici e all'acqua deprivata di ossigeno» ha concluso Shank.

Secondo i ricercatori il 90% di 40 grandi gruppi di coralli in un raggio di 400 metri dal pozzo è seriamente danneggiato «mentre in altre parti del Golfo, non sembrano esserci danni ai coralli, ma questa scoperta potrebbe essere la "punta di un iceberg" di quello che può essere successo sui fondali dopo il disastro» hanno concluso gli esperti.

26/10/10

Biodiversità: conoscerla per tutelarla.

conoscere la biodiversità per tutelarla


Definizione di Biodversità
Dire che la biodiversità è la varietà della vita non basta: esistono vari tipi di biodiversità.
Alcune specie sono più abili all’adattamento ambientale di altre. E c’è grande differenza tra un’estinzione naturale e estinzione provocata dall’uomo. Nei prossimi 100 anni, oltre la metà degli animali e delle piante potrebbero estinguersi. Ma imparare bene a gestire questa risorsa è una buona garanzia per la sopravvivenza dell’uomo. 

Si possono individuare tre differenti biodiversità
Il nostro pianeta è popolato da un’enorme quantità di esseri diversi che occupano ogni angolo della terra e si sono adattati a vivere sfruttando tutte le risorse disponibili. Troviamo:
  • biodiversità genetica
  • biodiversità di specie
  • biodiversità di ambienti

Biodiversità geneticaLa biodiversità genetica è quella che rende un essere umano diverso dal proprio fratello nonostante siano  entrambi il risultato dell’unione del patrimonio genetico della stessa madre e stesso padre. L’intera popolazione è formata da individui diversi solo perché hanno alleli, cioè varianti dello stesso gene. Diversi, ma in realtà geneticamente uguali.

Biodiversità di specie

Per biodiversità di specie si intende invece la suddivisione in categorie che raggruppano tutti gli organismi geneticamente omogenei, che si possono accoppiare e riprodurre. Un uomo ed uno scimpanzè hanno il 98% dei geni in comune, eppure hanno caratteristiche che li rendono non confondibili l’uno con l’altro.

Biodiversità di ambiente
La biodiversità di ambiente significa che molti animali sono legati ad un proprio tipo di ambiente, che li ha diversificati dagli altri. Queste specie sono diverse dalle altre e di solito sono in una grande minoranza rispetto agli altri animali, perché si trovano solo in un particolare tipo ambiente che li ha influenzati a tal punto da far comparire una nuova specie.

Perché tante specie?
  • Come mai le forme di vita sono così tante?
    Se ne contano 1,7 milioni di specie, ma il conteggio è sempre aperto. 
  • Perchè in 4 miliardi di anni, non si è stabilizzato un numero di forme, perfettamente adatte all’ambiente in cui vivono?
    Perché gli ambienti sono molti, alcuni estremamente ricchi di biodiversità, altri meno.

A cosa serve dunque la biodiversità?
E’ in sostanza una polizza di assicurazione sulla vita: più alta è la variabilità degli organismi, più alta è la loro capacità di adattarsi e di sfruttare l’energia disponibile e quindi raggiungere l’obiettivo finale che rimane la sopravvivenza della specie.

24/10/10

Conservazione della biodiversità: dalla genetica alla genomica.

Biodiversità: dalla genetica alla genomica
La biologia della conservazione è nata dall’esigenza di contrastare, a livello scientifico, le conseguenze dei cambiamenti ambientali determinati dalle pressioni antropiche sulla biodiversità.

Anche se la priorità rimane contrastare l’erosione della biodiversità e l’estinzione di specie minacciate, la biologia dalla conservazione si occupa ora delle più ampie problematiche della evoluzione biologica nella prospettiva di un futuro che sarà sempre più condizionato dalle attività umane a cui le altre specie dovranno in qualche modo adattarsi.

I programmi di genetica della conservazione hanno utilizzato un numero limitato di markers molecolari, supposti “neutrali” (di solito, brevi sequenze del mtDNA e pochi microsatelliti), per descrivere la diversità genetica nelle popolazioni naturali e per ricostruirne la storia filogenetica o demografica.

Lo sviluppo (tuttora in corso) delle tecnologie di sequenziamento di nuova generazione apre la possibilità di una rapida transizione dalla genetica alla genomica delle popolazioni applicata alla conservazione.

I metodi della genomica promettono di ottenere informazioni anche sui genomi di organismi non-modello, incluse popolazioni e specie di interesse conservazionistico. Le tecniche di sequenziamento di nuova generazione consentono di identificare varianti di sequenze di geni funzionali che possono essere selezionate e quindi coinvolte in processi di adattamento. E’ possibile sequenziare interi trascrittomi e quindi studiare quei meccanismi che sono coinvolti nei processi di adattamento delle popolazioni ai cambiamenti ambientali.

I metodi della metagenomica consentono poi di passare dallo studio delle popolazioni allo studio di intere comunità. Gli studi di genomica in specie modello sono spesso utilizzabili come punto di partenza per elaborare progetti di ricerca in popolazioni naturali di specie non-modello.

Abstract del Dott. Ettore Randi
Laboratorio di Genetica, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA),
Via Cà Fornacetta, 9, 40064 Ozzano dell'Emilia (BO)
ettore.randi@isprambiente.it

17/10/10

Biodiversamente WWF in Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria e Veneto

Biodiversamente WWF in Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria e Veneto

TOSCANA

ALBINIA (GR), 24 ottobre, Oasi Laguna di Orbetello
BIENTINO (LU), 23 ottobre, Museo Etrusco
CAMPI BISENZIO (FI), 24 ottobre, Oasi Stagni di Focognano
CAPALBIO SCALO (GR), 24 ottobre, Oasi Lago di Burano
FIRENZE, 23 ottobre, Museo di Storia Naturale – Orto Botanico “Giardino dei Semplici"
GROSSETO, Museo di Storia Naturale della Maremma
GROSSETO, 24 ottobre, Oasi San Felice
GROSSETO, 23 e 24 ottobre, Oasi di Burano
MASSA MARITTIMA (GR), 23 e 24 ottobre, Aquarium Mondo Marino
PIOMBINO (LI), Oasi Orti-Bottagone
ROCCALBEGNA (GR), 24 ottobre, Oasi Capra Matilda
ROCCALBEGNA (GR), 23 e 24 ottobre, Oasi Bosco Rocconi
SIENA, 23 ottobre, Museo di Storia Naturale e dell'Accademia dei Fisiocritici
SIENA, 23 ottobre, Orto botanico di Siena


TRENTINO ALTO ADIGE

TELVE (TN), Oasi di Valtrigona
TRENTO, Museo Tridentino di Scienze Naturali

UMBRIA

GUARDEA (TR), 24 ottobre, Oasi Lago di Alviano
SPOLETO, Collezione Toni - Laboratorio di Scienze della Terra

VENETO

BASSANO DEL GRAPPA, 23 e 24 ottobre, Museo Naturalistico
BELLUNO, 23 ottobre, Piazza Martiri
CAMPAGNA LUPIA (VE), 24 ottobre, Oasi di Valle Averto
MONTEBELLUNA (TV), 9 ottobre, Museo di Storia Naturale e Archeologia
NOALE (VR), 24 ottobre, Oasi Cave di Noale
PADOVA, 23 ottobre, Centro Ateneo Musei - Orto
ROVIGO, 29 ottobre, Parco del Delta del Po
VALDAGNO (VI), 23 ottobre, Museo Civico D.Dal Lago
VENEZIA, 23 ottobre, Museo di Storia Naturale
VERONA, 23 e 24 ottobre, Museo di Storia Naturale
VICENZA, 23 e 24 ottobre, Oasi Stagni di Casale

16/10/10

Biodiversamente WWF in Abruzzo, Basilicata, Calabria e Campania


Biodiversamente WWF in Abruzzo, Basilicata, Calabria e Campania

ABRUZZO

ANVERSA DEGLI ABRUZZI (AQ), Oasi Gole del Sagittario
CHIETI,22 e 24 ottobre, Museo Universitario d'Annunzio (sezione Antropologia)
PENNE (PE),23 e 24 ottobre, Oasi Lago di Penne
SAN SALVO (CH), 23 e 24 ottobre, Giardino Botanico del Mediterraneo
TERAMO,23 e 24 ottobre, Villa Comunale


BASILICATA

CHIAROMONTE (PZ), 24 ottobre, Museo Naturalistico del Pollino (Centro Visite)


CALABRIA

COSENZA, 23 ottobre, Orto botanico dell'Unical
COSENZA, 24 ottobre, Centro Recupero Uccelli Acquatici (CRUA) e Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS)
CROTONE, 23 e 24 ottobre, Riserva Marina di Isola di capo Rizzuto


CAMPANIA

CONTRADA PONTECORVO (BN), 23 e 24 ottobre, GeoBioLab
CORLETO MONFORTE (SA), 23 ottobre, Museo Naturalistico degli Alburni
LAGO PATRIA GIUGLIANO (NA),23 e 24 ottobre, Parco Archeologico Naturalistico di Liternum
NAPOLI, 23 e 24 ottobre, Città della scienza
NAPOLI, 23 ottobre, Acquario di Napoli -Stazione Zoologica “Anton Dohrn”
NAPOLI, 24 ottobre, Turtle Point -Stazione Zoologica “Anton Dohrn”
PANNARANO (BN), 24 ottobre, Oasi Montagna di Sopra
PIETRAROJA (BN), 23 e 24 ottobre, Paleo-Lab
PIETRAROJA (BN), 23 e 24 ottobre, Parco Geopaleontologico
POLLICA (SA), 23 e 24 ottobre, Museo del mare
SERRE (SA), 24 ottobre, Oasi di Persano